La vulvodinia: ora è stata riconosciuta l’invalidità


 

In Italia il 5,6% delle donne in età fertile soffrono di vulvodinia: disturbo che provoca molto dolore da rendere impossibile indossare i pantaloni e i costumi da bagno, stare sedute a lungo, andare in bicicletta e persino avere rapporti sessuali.

A causa di questa patologia la vita personale, sociale e lavorativa si riduce drasticamente, rendendo la donna incompleta, impedendole di vivere la propria femminilità esprimendo l’amore e il coinvolgimento che si prova per il partner.La vulvodinia, dal momento che influenza pesantemente anche la vita lavorativa e professionale delle donne che ne soffrono, dopo anni di battaglie, è stata riconosciuta come malattia e non come in passato, un disturbo psicosomatico.

Per questo, qualche mese fa, l’Asl di Salerno 2 di Nocera, ha riconosciuta per la prima volta in Italia, la vulvodinia come patologia organica che causa anche depressione e rende la donna parzialmente invalida. Se così la vulvodinia viene riconosciuta come malattia invalidante, consente di avere l’esenzione dal ticket e la possibilità di chiedere una modifica del proprio incarico lavorativo.

L’associazione Voulvodinia Onlus

L’associazione Voulvodinia Onlus, http://www.vulvodinia.org/,  fondata nel 2006 dal Dott. Murina, da altri medici e donne che conoscono la patologia  è nata proprio per diffondere informazioni su questa malattia. Dà informazioni su aggiornamenti medico scientifici riguardanti la malattia , le cure possibili, e suggerimenti su quali percorsi intraprendere.

Per informazioni sulla malattia vedere anche http://psicologia.guidaconsumatore.com/disturbi-sessuali/00283_la-vulvodinia/

  1. #1 di rosella il 13 gennaio 2011 - 17:39

    salve, son anche io come tante altre donne malata di vulvodinia da 5 anni, sarebbe una grande cosa potter avere riduzioni sui ticket e soprattutto su alcuni integratori come il pelvilen o altri fermenti che si usano per questa patologia. ringrazio tanto per avermi/ci dato questo piccolo spazio

  2. #2 di rosella il 13 gennaio 2011 - 17:43

    mi dimenticavo di dire una cosa importantissima, sarebbe grandiosso divulgare questa malatia informando tutti i reparti di ginecologia degli ospedali del sud, nel mio caso la sardegna, perche ancora qua evitano di conoscerla e la considerano sempre una consequenza da stres. Grazie